Storia
Conoscere la storia dell'impegno imprenditoriale Ambrosini significa percorrere le tappe che hanno caratterizzato il progresso socio-economico italiano degli ultimi quarant'anni. Un'evoluzione fatta di scelte precise, capacità di unire sensibilità artigianale e sviluppo tecnologico, tenacia e reale passione per il proprio lavoro. Ambrosini ha saputo infatti mettere a disposizione notevoli risorse, produttive e professionali, offrendo a molteplici settori industriali risposte risolutive nella lavorazione di laminati metallici destinati ad applicazioni di ogni tipo, anche le più articolate e creative. Una realtà aziendale che si è sempre distinta per l'accuratezza degli interventi, la razionalità dei procedimenti e la disponibilità ad operare in un concreto rapporto di collaborazione con i propri clienti.
1957-1967
Era il 1957 quando Giuseppe Tarcisio Ambrosini iniziava, in un piccolo scantinato di via Torquato Tasso a Bergamo, l'attività dell'azienda che da allora porta il suo nome. In un clima pionieristico dove tutto era ancora da inventare e ogni cosa da ottimizzare, la ditta Ambrosini si distinse immediatamente per la capacità di risolvere necessità specifiche nell'approntamento di banchi per gelaterie e negozi alimentari, realizzati ancora prevalentemente con la tradizionale procedura dello stagno tirato a mano. Facendo tesoro della sua esperienza di lavoro, Giuseppe Tarcisio Ambrosini, con il prezioso aiuto della moglie Domenica (“Kiki”) e di quattro collaboratori, poneva le basi di quelli che resteranno i tratti distintivi di tutta la storia aziendale: lavorazioni su misura, capacità di stare sempre al passo con le richieste del mercato e spesso di anticiparne le esigenze, volontà di ricerca e sperimentazione dei più razionali procedimenti operativi. Le macchine per il taglio, la piegatura e la saldatura dei materiali erano totalmente a gestione manuale. Momenti certamente faticosi ma anche dominati da uno straordinario entusiasmo e da una forte volontà di sviluppo. Giuseppe Tarcisio Ambrosini dedica allo sviluppo della sua azienda il massimo delle energie personali, con una passione e una dedizione totale. Non dimentica però i suoi impegni famigliari, dimostrandosi marito e padre particolarmente premuroso e molto attento all'educazione ed alla crescita dei suoi figli. In particolare sa comunicare e trasmettere valori umani e professionali fondamentali: la soddisfazione per il lavoro svolto a “regola d'arte”, l'importanza di stabilire un dialogo di reale collaborazione con ogni proprio dipendente, il concetto che un buon servizio, nei tempi e nei metodi, è altrettanto importante di un lavoro tecnicamente perfetto. Non a caso tutti i suoi figli, progressivamente, decideranno con entusiasmo di partecipare all'attività aziendale, confermando la validità e la saggezza della sua filosofia di vita e d'azione. Dal 1962 al 1967 Ambrosini registra una nuova, forte crescita di commesse che permette di incrementare velocemente le strutture e l'operatività. Insieme agli impianti cresce il numero e l'esperienza delle maestranze.
1967-1977
Nel 1968 ci sono tutte le premesse per un nuovo sviluppo strutturale. La forte crescita della domanda di prodotti in acciaio inox porta infatti l'azienda a specializzarsi sempre più nella lavorazione di questo materiale, plasmato in innumerevoli applicazioni tecniche ed esigenze di tipo industriale. Nuove energie vengono dedicate all'approntamento di moderni uffici, mentre fa il proprio ingresso in azienda una nuova generazione famigliare. Nel 1972, infatti, il diciottenne Fabio Ambrosini comincia ad affiancare il padre nell'attività. Inoltre emerge con sempre maggiore evidenza la dote di versatilità dell'azienda, in grado di risolvere con successo sia le richieste di serie limitate ad elevata complessità realizzativa, come le domande di grandi forniture in diverse tipologie di materiali: acciaio, alluminio, ottone, ferro zincato. E' proprio la straordinaria versatilità produttiva, unita alla precisione nelle pianificazioni, che permette all'azienda di crescere anche nei momenti più difficili per l'economia Italiana, stretta tra crisi di vario tipo e sfavorevoli congiunture internazionali. Alla fine degli anni Settanta Ambrosini significa infatti una realtà produttiva e organizzativa particolarmente solida, che dà lavoro a 20 addetti e che sa accogliere con anticipo le tecnologie informatiche applicate alla lavorazione dei metalli. Nel 1977 anche Dario Ambrosini entra direttamente nello staff aziendale, collaborando con il fratello Fabio al coordinamento operativo delle attività. Prima con cautela, poi con sempre maggiore entusiasmo, la gestione elettronica di determinate procedure permette all'azienda di garantire standard qualitativi sempre più elevati, ottimizzando tempi e procedimenti.
1977-1987
Agli inizi degli anni Ottanta, l'azienda supera il traguardo delle 500 tonnellate all'anno di materiali lavorati, destinati in particolare ai settori dell'edilizia e dell'arredamento. Con la sua capacità di lavorare anche per prototipi e quantità limitate, Ambrosini diventa il riferimento più sicuro per dare forma alle proposte di design ed ai progetti più creativi. Il settore dell'arredamento di qualità, in particolare, trova nella sensibilità artigianale e nella capacità tecnica dello staff Ambrosini, il riferimento ideale per risolvere brillantemente idee e proposte estremamente impegnative dal punto di vista del taglio, della piega e dell'assemblaggio dei laminati metallici. Lavorazioni talmente accurate da diventare vere e proprie opere d'arte. Alla metà degli anni Ottanta, Ambrosini sviluppa ulteriormente le proprie potenzialità produttive, mettendo in opera nuove macchine e, nel 1987, acquisendo una nuova area adiacente alla propria sede. La ditta Ambrosini può così ottenere commesse internazionali che richiedono la fornitura di grandi e grandissime quantità di lavorati. Sempre alla metà degli anni Ottanta anche Massimo Ambrosini, terzo figlio di Giuseppe Tarcisio, entra a far parte dello staff aziendale, riconfermando la vocazione imprenditoriale della famiglia e aggiungendo nuovo entusiasmo ad una crescita che non conosce soste.
1987-1997
Nel 1992 viene predisposta in azienda la prima stazione CAD e nel 1995 un'innovativa stazione computerizzata con programmi di visualizzazione delle procedure in 3D. Investimenti mirati, che permettono un dialogo “full time” con macchine capaci di offrire risultati senza precedenti: tecnologie per il taglio e la presso piegatura totalmente controllate da computer; impianto di saldatura TIG computerizzato, reparto di foratura e punzonatura con punzonatrici a rotazione e cambio utensili in automatico. In sinergia con i sistemi informatici, la tecnologia laser è l'altra grande protagonista del più recente progresso Ambrosini. Tra i primi in Italia, Ambrosini sperimenta e perfeziona infatti l'impiego di laser applicati a specifiche procedure di taglio dei metalli. Grazie anche al rapporto di fiducia e di reale collaborazione con le imprese specializzate nella realizzazione di questa tecnologia, Ambrosini dispone in questi anni di due impianti “gioiello”, caratterizzati da laser di straordinaria affidabilità e potenza (uno da 1000W e l'altro da 2600W), capaci di garantire precisione al decimo di millimetro, minima deformazione, nessuna sbavatura. Nel 1997 Ambrosini ha superato la soglia delle 1000 tonnellate all'anno di materiali lavorati. Un significativo traguardo, maturato con la volontà e l'impegno di papà Tarcisio, ancora oggi presente con tutta la sua esperienza e saggezza in azienda, e dei suoi tre figli. Ambrosini ha festeggiato i quarant'anni di attività con lo stile che contraddistingue il suo spirito aziendale: progredire in mezzi e in professionalità. La progettazione di nuove strutture è la prova più tangibile di come l'azienda guarda al futuro con una forte determinazione. Lo fa con lo stesso entusiasmo dei primi anni. Un carattere pragmatico che non esclude però la fantasia e il buon gusto, per fare dei laminati metallici l'espressione più diretta dell'indissolubile legame fra estetica e funzionalità.
1997-2007
Gli ultimi dieci anni di attività della ditta Ambrosini sono caratterizzati da un continuo sviluppo, determinato da una crescita tecnologica e da nuove prestazioni che portano l'azienda bergamasca ad aumentare il suo portafoglio clienti. Nel 1998 l'azienda si trasferisce nei nuovi locali di via Serassi: l'azienda si ingrandisce e per le nuove attività di produzione ha bisogno di spazi più estesi. Spazi che saranno occupati anche dalle nuove tecnologie su cui Ambrosini investe: altri due nuovi laser, una nuova punzonatrice e un robot addetto alla piegatura, tutto materiale tecnologico che favorisce la lavorazione dei laminati metallici, in modo sempre più preciso e dettagliato seguendo progetti e disegni sempre più elaborati. Con la conseguenza di lavori sempre più importanti e commesse più estese. Per il cambio immagine delle stazioni di servizio di Q8, per esempio, dal 1997 a tutt'oggi Ambrosini ha fornito pannelli in alluminio per il rivestimento delle pensiline e per i totem segnaprezzo; per la fusione di Unicredit dello scorso anno ha realizzato per il Banco di Roma e Sicilia pannelli e lettere in alluminio per la creazione delle insegne interne ed esterne di tutte le filiali in Italia. Pannelli segnaletici in allumino sono stati creati anche per la stazione ferroviaria di Roma Termini, così come al Teatro Manzoni di Bologna Ambrosini ha creato tutta la sottostruttura in lamiera zincata per il fissaggio del rivestimento in legno e il rivestimento in metallo delle colonne del centro commerciale COOP7 di Genova. Solo alcuni dei recenti lavori che hanno permesso ad Ambrosini, nel 2007 e dopo 50 anni di attività, di raggiungere la soglia delle 1.250 tonnellate all'anno di materiali lavorati. Senza mai dimenticare l'impegno preso mezzo secolo di storia prima dal capostipite Giuseppe Tarcisio: unire la sensibilità artigianale all'impiego delle più moderne tecnologie del momento, offrire risposte personalizzate e flessibili, concretizzando, attraverso la lavorazione di acciaio, ottone, rame, ferro o qualsiasi altro laminato metallico, ogni idea progettuale. Ed è così che la perfezione e la qualità diventano la norma di un'azienda bergamasca ricca di originalità e concretezza.